La regione del Ladakh in India

La regione del Ladakh in India

Nell’angolo più settentrionale dell’India si estende la regione del Ladakh. Una volta interamente buddista, questo territorio è gelosamente custodito dalle alte cime del Karakorum e dell’Himalaya. Paesaggi brulli, ma densi di significato e intrisi di spiritualità si schiudono alla vista di chi ha deciso di fare un viaggio in India per scoprire questo lembo del Paese, aperto al turismo solo dal 1974. Rocce e alture formano quasi un deserto di pietra, solcato dalle acque blu dell’Indo e dello Zanskar.

Più a valle coltivazioni d’orzo e piccoli villaggi che sembrano emergere dal terreno per caso. Ma il vero fascino di questi luoghi si deve ai suggestivi monasteri arroccati nei posti più impensati, dove la vita monacale scorre molto lentamente, come in tutta la regione.

Una storia antica piena di fascino, sebbene fatta anche di eventi cruenti e di disordini politici tra gli stati confinanti. Una storia che, ancora oggi, emerge dagli edifici che, al contrario di quelli di altre zone del Paese, non sono sontuosi e riccamente decorati, ma nella loro sostanziale semplicità, infondono un senso di pace e di equilibro che solo chi li ha visti di persona riesce a comprendere a pieno.

Si tratta quindi di fare un viaggio non solo fisico, ma anche interiore, alla ricerca di una dimensione che, in questi luoghi, non è difficile trovare.

La popolazione del Ladakh è composta essenzialmente da buddisti, musulmani, pochi induisti e sciiti. Ma l’aspetto religioso che più colpisce è sicuramente quello di fede buddista, al punto che la regione è nota anche come Piccolo Tibet. I Gompa, i monasteri buddisti, sembrano incastonati in paesaggi irreali. Bianche strutture che si fondono col contesto. In questo territorio, sebbene in apparenza non sembri possibile, ci sono tantissime cose da vedere e da fare. Tra le attività più praticate, sicuramente il trekking nelle stupende vallate o alle pendici delle montagne, uno quasi estremo è quello che costeggia il corso del fiume Zanskar tra i ghiacci.

Per i meno avventurosi resta da visitare la piccola città di Leh, capitale dello stato. La vita di questo centro abitato è sorprendente: sembra di fare un viaggio a ritroso nel tempo, tutto è come fermo a un’epoca non ben definibile. La vita sociale si svolge prevalentemente sulla strada dove è possibile incontrare donne che lavano i panni negli adiacenti canali d’acqua o animali che passeggiano tranquillamente tra le vie. A Leh si può visitare il Palazzo Reale di Nangyal. Molto simile al Potala di Lhasa, è stato costruito dai sovrani buddisti. Purtroppo sono ben evidenti i danni subiti durante l’invasione di Zowar Singh del Kashmir e l’edificio oggi è quasi diroccato, ma se si vuole godere una vista spettacolare basterà salire sul tetto. Si può inoltre visitare la parte del Palazzo adibita a Museo. Interessante anche la Moschea lignea, interdetta però alle donne.

Una delle cose più sbalorditive, quando ci si reca in visita ai monasteri buddisti sono le mura. Se da una parte è vero che non vi sono edifici riccamente decorati, le mura con incisi i caratteri della Om Mane Padme Um, un mantra che significa “Salute, oh gioiello nel fiore di loto” ripagano abbondantemente.

A Changspa, un sorta di frazione di Leh, si trova un altro interessante Gompa che, nonostante la salita da affrontare, vale ben la pena di vedere. Lo Shanti Stupa che si erge maestoso con il suo edificio bianco su un’altura. La struttura riempie visivamente tutto il paesaggio. Meraviglioso il contrasto col colore del cielo, se la giornata è tersa. Quando cade la neve, il tempio, sembra quasi un palazzo di ghiaccio.

Le bellezze del posto sono tante, come i territori a est di Leh o la splendida vallata di Nubra dove si trova il valico più alto del mondo a oltre cinquemila metri di altitudine, per cui la cosa migliore da fare è stabilire un itinerario prima di partire.

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