Una giornata a Villa del Balbianello

L’idea

Cosa fare quando hai un solo giorno libero, poco tempo ma molta voglia di fare?

Inizio col fare un po’ di brainstorming online, trovando un sito utile che mi segnali qualche attività sul Lago di Como interessante per una bella giornata d’aprile (io sono di Lecco).

Mi colpisce subito Villa del Balbianello, in parte per la vicinanza a Sala Comacina (una casa di amici mi fornisce un facile parcheggio), in parte per quello che leggo sulla mostra all’interno della casa.

Sembra infatti che dopo anni sostanzialmente invariato, l’arredamento degli interni sia stato stravolto dal suo ultimo padrone, Guido Monzino, abile esploratore dotato di un impeccabile gusto in materia d’arte.

Incuriosito dalla dimensione storica della cosa, oltre che dalle splendide fotografie che Google è stato così gentile da mostrarmi in anteprima, chiamo la ragazza e programmo il tutto.

 Come arrivarci

Optiamo per un giro in bici, e partiamo in macchina da Lecco alla volta di Sala Comacina. Qui ci aspetta una brutta sorpresa: la gomma della mia bicicletta sembra essere bucata, non c’è niente da fare.

Nessun problema! Anche andando a piedi è solo una passeggiata di un’oretta a separarci dal promontorio di Lenno, dove sorge la Villa.

Ci avviamo quindi a piedi, cercando di stare per quanto possibile in riva al lago, e ci inoltriamo poi nella parte esterna del gigantesco parco.

Sembra strano, ma complice forse la decisione di salire fino in cima al piccolo rilievo, siamo da soli nel bosco inondato di sole. Ci godiamo la tranquillità del posto, fino ad arrivare finalmente all’ingresso del Parco vero e proprio.

La Villa, l’esterno

Discutiamo un po’ con i responsabili della reception per capire cosa ci conviene fare. Una bella idea sarebbe prendere direttamente la tessera FAI (60€ per la coppia, 39€ per il singolo) che consente l’ingresso gratuito anche in diverse altre mete interessanti, ma optiamo comunque per l’entrata singola a 20€ che comprende Parco e visita guidata all’interno della Villa. Non si può entrare senza una guida, la visita al solo giardino costerebbe solo 10€, ma io sono venuto qua per la Storia! Voglio seguire le tracce del grande esploratore Monzino.

Mentre aspettiamo che si arrivi alle 15 persone necessarie per la visita guidata, iniziamo ad esplorare quel piccolo angolo di paradiso che è la zona verde intorno all’edificio principale. Colpiscono subito i giganteschi alberi potati a mo’ di volta, che fanno capolino in tutte le cartoline relative alla Villa. L’odore dei glicini in fiore, che si inerpicano tra statue e colonne, rende poi l’atmosfera romantica e leggera. Percorrendo uno stretto sentiero vicino alla siepe di alloro scendiamo fino a specchiarci nel lago; inutile quasi dirlo, la vista è splendida!

Dopo avere aspettato un attimo seduti sulla panchina vicino all’ingresso, ci viene segnalato che la visita guidata sta per iniziare. Sono pronto!

La Villa, l’interno

Veniamo subito accolti dalla guida che, capacissima, spiega velocemente la storia di Villa del Balbianello. Edificata dal Cardinale Angelo Maria Durini alla fine del XVIII secolo, la dimora passa di mano in mano a diversi nobili ottocenteschi legati ai primi moti insurrezionali italiani. Da metà secolo è saldamente in mano ai Visconti, ora riabilitati e Senatori del neonato Regno d’Italia.

Nel 1919 è un generale americano, Butler Ames, che rileva la proprietà e si lancia in una profonda opera di restauro. Ma è con il 1974 che la Villa passa al suo ultimo e più significativo padrone, Guido Monzino, imprenditore milanese ed esploratore di larghe vedute. Il suo tocco si vede nel giardino, che assume la forma attuale, così diversa sia dai giardini italiani che da quelli inglesi, ma soprattutto nell’arredamento degli interni. Alla sua morte nel 1988 la Villa passa sotto la tutela del FAI.

Entusiasmati da questa introduzione, ci spostiamo lentamente di stanza in stanza, scoprendo curatissimi salotti, corridoi, stanze da letto (una per la madre del Monzino, poco utilizzata ma splendida) e addirittura bagni.

Se la Biblioteca in rovere stile inglese mi ha colpito, e la Sala dei Primitivi sorpreso con un cambio di stile virante al moderno, è sicuramente il Museo delle Spedizioni ad avermi definitivamente conquistato, dopo gallerie di ritratti su vetro davvero caratteristici.

Qui il Monzino ha messo in mostra i propri tesori, raccolti nei suoi giri per i luoghi più nascosti del pianeta. Al centro giganteggia una slitta con vera pelle di orso bianco, usata durante una spedizione nell’artico, mentre alle pareti teche in vetro mostrano reliquie tibetane, cinesi, giapponesi, masai…

L’atmosfera che si respira è incredibile, si prova quella sensazione di scoperta che giace sepolta in ciascuno di noi e che ci fa apprezzare così tanto le storie di pionieri ed esploratori del passato. La cosa incredibile è come tutto sia avvenuto relativamente poco tempo fa: forse anche nel 2000 è ancora possibile scoprire nuovi posti sulla Terra?

O dovremo invece raggiungere i pianeti per saziare la nostra sete di nuovo e di avventura?

Non so cosa pensare, ma una cosa è certa: Villa del Balbianello è valsa la visita!

 

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