Viaggi del gusto e dell’animo

Come racconta Paolo Massobrio a Vicobarone c’è il vino buono.  Lo sapevano già i monaci del Sacro Romano Impero che sulle colline della Val Tidone coltivavano la vite.

E lo sapeva Angelo Rigamonti, industriale brianzolo, che agli inizi degli anni 90 acquisì un palazzo gentilizio attorniato da una quindicina di ettari a vite.

Aveva un sogno, espresso proprio in quei magnifici Anni 90 che segnano il Rinascimento del vino Italiano: vivere in campagna e produrre  vino.

Tra questi una chicca: il vino da Messa di malvasia, voluto da Angelo in memoria dei suoi studi dai salesiani e approvato dalla Curia, perché “Vinum debet esse naturale de gemine vite et non corruptum” (Il vino deve essere naturale, del frutto della vite e non alterato).

Ora sarebbe orgoglioso di Nicolas, figlio quarantenne laureato in lettere e filosofia, che ha deciso di ripercorrere i solchi tracciati dal padre.

L’azienda si chiama ancora oggi Podere Casale ed è completata da un’accogliente struttura ricettiva con piscina adibita ad agriturismo che sorge nel centro del paese e si sviluppa attorno a quella torre medievale tanto amata da Angelo.

Il complesso,risalente al IX secolo, apparteneva al monastero di San Colombano di Bobbio, passando di proprietà ai Malvicini Fontana nel 1376 che lo tennero per circa quattrocento anni, trasformandolo in residenza signorile nel XVII secolo.

Il palazzo dove sono ubicati gli uffici e la reception di Podere Casale sorge proprio di fronte alla scalinata che conduce alla chiesa parrocchiale, considerata di particolare importanza, tanto da aver meritato l’attenzione del critico d’arte Vittorio Sgarbi, giunto in visita per ammirare il dipinto di Francesco Sacaramuzza che “ha una funzione di protezione contro il demonio. La Vergine prima sale in cielo e poi scende, e con il piede schiaccia il serpente con gli occhi iniettati di sangue. Il serpente rappresenta il Male e l’Immacolata accorre in aiuto degli uomini sulla Terra, una figura ausiliatrice, che aiuta l’uomo con passione e compassione. La protezione sul mondo.”

Vicobarone deve il suo nome all’arrivo dei Romani; infatti si ha eco del nome Vicus Varroni (villaggio di Varrone) in epoca imperiale e già per certo Varrone, dai suoi schiavi, vi faceva coltivare la vite.

Ed è da questi vigneti di tradizione così antica che nascono i vini di Podere Casale, i rossi Gutturnio Bonarda e Barbera ed i bianchi Malvasia ed Ortugo.

Con una vacanza nell’agriturismo Podere Casale sui colli piacentini a Vicobarone, un affascinante viaggio nel tempo e nella storia è davvero alla portata di tutti.

Da qui è possibile partire per piacevoli itinerari del gusto alla scoperta della cucina tipica locale, ma anche intraprendere gli itinerari dell’animo, alla ricerca di chiese, antichi palazzi e misteriosi castelli.

 

 

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