Abu Simbel – Il salvataggio dei Templi, l’uomo e la tecnologia

Una mostra documentaria di grande interesse è quella che dall’8 aprile scorso è possibile vedere al Museo Egizio di Firenze, tutta incentrata sul salvataggio dei Templi del sito archeologico di Abu Simbel. Si prevede una grande affluenza di pubblico, dopo il clamoroso successo nelle precedenti risultati ottenuti ad Alessandria d’Egitto ed al Cairo.

Per capire il grande sforzo produttivo che ha richiesto dal 1964 al 1968 l’opera di salvataggio dei celeberrimi Templi di Abu Simbel è il caso di fornire qualche numero: una cooperativa internazionale di 119 paesi (Italia compresa) che si sono impegnati per 0 milioni di ore, più di 5 anni di lavoro, con oltre 4.000 blocchi di svariate tonnellate tagliati e riposizionati 65 metri più in alto ed oltre 200 metri verso l’interno, la manodopera di 2000 operai, 150 tecnici (altamente qualificati) provenienti da tutto il mondo, 50 famiglie, 20 bambini, e neanche un incidente mortale!

Dopo la costruzione della grande diga di Aswan ci voleva solo un progetto così ambizioso per salvaguardare questo importante tesoro artistico (che dal 1979 l’U.N.E.S.C.O. ha riconosciuto come Patrimonio Mondiale dell’Umanità), in un’epoca in cui i mezzi a disposizione non godevano certo del supporto delle tecnologie avanzate del giorno d’oggi.

Iniziativa dunque assolutamente da non perdere, quella nel capoluogo toscano: ma attenzione! La mostra è visibile soltanto fino al prossimo 9 maggio!Cosa aspettate allora?

Orari: martedi – venerdi 08.30-19.00. Sabato e domenica 08.30-14.00.

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