Gli itinerari di Firenze: Da Brunelleschi a Galileo

Firenze è una città che viene associata solitamente alla cultura e alla raffinatezza oltre che alla bellezza artistica, proprio per questo è impossibile andare a vedere Firenze magari in un week end e non sostare nei principali luoghi che sono stati teatro della nascita artistica di molti geni della scultura, pittura ed architettura italiani.

Essendo la “città del Rinascimento” molto raccolta e quindi non particolarmente vasta le tappe dell’itinerario fiorentino sono tutte facilmente raggiungibili a piedi o al massimo con i mezzi pubblici, si raccomanda però di scegliere un hotel di Firenze situato in questa zona centrale perché spostandoci verso la periferia già i mezzi di trasporto si rendono indispensabili sottraendo tempo al soggiorno, la spesa può rivelarsi decisamente inferiore se optate per uno dei tanti bed and breakfast di Firenze.

Sulle orme del Brunelleschi
Se dunque decidiamo di dedicare un week-end a Firenze ed in particolare di dedicarlo all’arte scultorea ed architettonica si consiglia di scegliere l’itinerario del Brunelleschi le cui tappe vediamo qui di seguito.
Filippo Brunelleschi nasce nel capoluogo fiorentino nel 1377 e a soli 24 anni vince un concorso che si rivelerà una rampa di lancio per il suo talento scultoreo, precisamente gli viene assegnato la realizzazione del disegno della seconda porta bronzea del Battistero di Firenze che oggi si trova nel Museo nazionale del Bargello ed è esattamente qui che inizia il nostro tour. La formella realizzata dal Brunelleschi raffigura una scena biblica: il sacrificio di Isacco.

La seconda tappa è all’Ospedale degli Innocenti di cui ammiriamo la facciata che l’artista fiorentino ha realizzato con pietra serena grigia in contrasto con i supporti murari più chiari. Quindi ci rechiamo verso una delle attrazioni di Firenze più note e visitate ovvero  con la sua ben nota cupola la cui realizzazione è stata un’innovazione nel campo architettonico.

Il Brunelleschi realizza la cupola utilizzando una doppia calotta interna ed esterna che ha reso più semplice la costruzione e più solida la struttura.

Da non perdere è la visita alla chiesa di San Lorenzo per la cui realizzazione il Brunelleschi ricalca il modello di Santa Croce e di Santa Maria Novella rispolverando lo stile della basilica classica (tre navate, cinque cappelle, transetto). Annessa vi troviamo la Sacrestia vecchia in cui l’artista si trova a dover far entrare in armonia diversi spazi analoghi e per la cui realizzazione s’ispirerà ai monumenti romanico-bizantini specie nella realizzazione della cupola a dodici spicchi (si noti il simbolismo religioso: dodici come gli apostoli, tre archi come la Trinità).

In ultimo non ci resta che visitare la Capella Pazzi (1429) all’interno del Chiostro della chiesa di Santa Croce per la cui realizzazione il Brunelleschi si rifà al progetto della Sagrestia Vecchia di S. Lorenzo solo più complessa (pianta quadrata sormontata da cupola con un lato aperto predisposto per il coro) e la Chiesa del Santo Spirito edificata su una pianta a croce latina sovrastata da un’imponente cupola ed introdotta da un’ampia navata oltre quelle laterali che si snodano intorno al transetto ed al coro.

La Firenze di Galileo
Per chi è dedito più alla scienza che all’arte nel vedere Firenze non può esimersi dal ripercorrere le orme del grande Galileo Galilei partendo dal Museo Galileo allestito in un maestoso edificio medievale ovvero Palazzo Castellani situato presso piazza dei Giudici che è stato riaperto al pubblico nel 2010. All’interno del museo vi si trovano i cimeli di Galileo, oggetti e strumentazioni come un rudimentale microscopio. Vi si ammira inoltre una pregiata collezione di mappamondi antichi.

Quindi si oltrepassa la Porta San Giorgio e si arriva alla casa che Galileo usava nei suoi soggiorni fiorentini che si riconosce per il ritratto esposto fuori dello scienziato.
Ed in ultimo si giunge in via San Leonardo (nei pressi di Villa Il Gioiello) dove si spense questa grande e nota personalità.

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Un commento to “Gli itinerari di Firenze: Da Brunelleschi a Galileo”

  1. Ravecca Massimo ha detto:

    Il genio compreso quello notevole di Brunelleschi spesso si manifesta attraverso processi ricorsivi, giochi di specchi. Così come con le tavolette prospettiche dove il punto di fuga veniva a coincidere con il punto di vista. E’ la doppia cupola del duomo, una interna all’altra, di cui quella interna ne contiene una virtuale a sezione circolare, che ne ha garantito la costruzione autoportante senza uso di centine di sostegno. Infine la presenza della ricorsiva sequenza di Fibonacci nella costruzione. Cfr. Ebook (amazon) di Ravecca Massimo. Tre uomini un volto: Gesù, Leonardo e Michelangelo. Grazie.

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