- Minimalismo da Oscar
- Postato: 26 febbraio 2011
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Per chi ha il cinema nel sangue domani, domenica 27 febbraio, è una data che da tempo è cerchiata sul calendario: eh sì, perchè a Los Angeles torna l’appuntamento più prestigioso dell’anno per l’industria cinematografica, ovvero la consegna degli Oscar. Il riconoscimento più ambito per registi, attori, e quanti dedicano la loro vita a lavorare al meglio nel nome della Settima Arte ha da sempre attirato l’attenzione dei media, perchè la “Notte delle Stelle” è all’insegna della mondanità, del glamour e dello spettacolo all’ennesima potenza, seguito in diretta da oltre un miliardo di persone. Anche noi di Tripnblog vogliamo dedicare spazio ad un evento di così ampie proporzioni, concentrandoci sulle dieci pellicole che aspirano alla statuetta dorata più agognata, quella di miglior film del 2010. L’originalissimo riepilogo che segue porta la firma dell’artista californiano David Lopez, che si è dilettato nell’illustrare la top ten da sogno rappresentando un unico elemento chiave per ogni locandina, stilizzato ad h.o.c., per una galleria di poster decisamente.. da Oscar!

La locandina che apre il nostro articolo non poteva che fare riferimento al film che tutti, dagli addetti ai lavori ai bookmakers, danno per favorito assoluto, ovvero “Il discorso del re”: il microfono d’altri tempi che si staglia sul fondo giallo gioca un ruolo decisivo, perchè è con quello che Re Giorgio VI d’Inghilterra pronuncia, sfidando enormi problemi di balbuzie, un memorabile discorso via radio a tutta la nazione che di lì a poco avrebbe sfidato la Germania Nazista nella Seconda Guerra Mondiale.
I diversi livelli interpretativi, tra sogno o realtà, che caratterizzano la tanto complicata quanto originale trama del fantascientifico “Inception” vengono riassunti da Lopez con un surreale skyline di grattacieli, mentre l’intreccio di simboli maschile e femminile perfettamente si presta a spiegarci che la lotta dei sessi fa capolino nella non convenzionale famiglia della godibile commedia “I ragazzi stanno bene”.
Ampi consensi anche per “Il grinta”: il titolo vi ricorda qualcosa? Non vi sbagliate. Si tratta infatti del remake (d’autore: la regia è dei fratelli Coen) di un vecchio western che aveva per protagonista niente di meno che John Wayne, mentre oggi è di Jeff Bridges il ruolo del burbero sceriffo alcolizzato ma dal cuore d’oro e con un occhio solo.. l’altro è coperto da una benda che è già leggenda.
Qualche riconoscimento andrà sicuramente ad almeno uno degli interpreti di “The Fighter”, dramma pugilistico ispirato alla storia del boxeur americano Micky Ward, le cui origini irlandesi sono ben evidenziate da David Lopez nel colore dello sfondo e nelle scritte che vanno a formare il bellissimo guantone che vedete sopra.
C’è spazio anche per i cartoni animati, soprattutto quando sono targati Pixar (“Ratatouille”, “Cars”, “Alla ricerca di Nemo” e tanti altri). Non poteva che trovare migliore conclusione la trilogia della saga dei fantastici giocattoli che spopolano in “Toy Story”. La terza coloratissima avventura, “Toy Story 3″, è piaciuta talmente tanto alla critica (il pubblico? neanche a dirlo!) che concorre sia come miglior pellicola d’animazione che come miglior film in assoluto. Niente male, no?
Chi l’ha detto che solo i blockbuster e i kolossal da grandi budget hanno la meglio nella notte degli Oscar? Prova evidente quest’anno è il piccolo personale trionfo di una pellicola indipendente che ha spiazzato tutti: “Un gelido inverno”, che David Lopez ci ricorda con questi affascinanti alberi spogli, tipici della fredda stagione in questione.
Davvero elegante questo cigno rosso che si staglia sul nero sfondo: inquietante quanto basta per sottolineare la cupa atmosfera che pervade “Black Swan”, storia di una ballerina di danza classica disposta a tutto per personificare al meglio il suo personaggio nel celeberrimo “Lago dei cigni”.
Chi ha visto l’outsider “127 ore” saprà quanto è fondamentale questo apparentemente banalissimo coltellino ai fini della storia (purtroppo vera) che ha ispirato il regista Danny Boyle, la drammatica disavventura capitata nel 2003 ad un giovane escursionista bloccato per giorni in fondo ad un canyon nello Utah.
Abbiamo scelto “The Social Network” per chiudere in bellezza questa eccezionale decina di pellicole che domani si sfideranno in quella che sarà l’edizione no.83 degli Academy Award (questo il nome ufficiale del premio). Che sia proprio il film di David Fincher che racconta in maniera esemplare ed intrigante la travagliata nascita di Facebook a sbaragliare l’agguerrita concorrenza? Si accettano scommesse. Nel ricordarvi un’altra galleria di posters cinefili che abbiamo pubblicato tempo fa, (In)Glorious Posters, chiudiamo con la frase che sentiremo spesso pronunciare nella notte delle stelle, ovvero “.. and the Oscar goes to…”
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