Assisi: l’esperienza che devi vivere

Di viaggi ne ho fatti veramente tanti in Italia, ma c’è un luogo che mi richiama spesso, e dove ci vado sempre con enorme piacere: Assisi.
Volete sapere il perché? Perché Assisi è magica, mistica… ti appassiona nel vero senso della parola. Ormai è dal 2007 che ci ritorno costantemente, ogni anno qualsiasi periodo, non mi importa, è sempre bella, là piazzata su di una collina, che racchiude in se una storia medioevale e religiosa unica al mondo.
San Francesco sicuramente è stato molto fortunato a nascere in questa terra, e con lui anche Santa Chiara. Bene! come vi dicevo non importa il periodo dell’anno se autunno, inverno primavera o estate quel che importa è lo scopo per cui ci vai. Non sono un cattolico convinto ma l’aria che si respira ti spinge proprio a far della preghiera un rituale non forzato come spesso accade oggi. Qui ci vai, punto, e ci vai con i sensi altrimenti, lasciate stare è solo l’ennesimo borgo medioevale ben curato.

Assisi-skyline” di Roberto Ferrari from Campogalliano (Modena), Italy – AssisiUploaded by Grifomaniacs. Con licenza CC BY-SA 2.0 tramite Wikimedia Commons.

E’ incredibile, come passeggiando, per le viuzze di questa bellissima cittadina, spessa colma di turisti provenienti da ogni angolo del pianeta, i pensieri ti riempiano la testa: come caspita ha fatto Francesco a spogliarsi dei suoi abiti “aristocratici” e concedersi pienamente alla fede? E’ lui che ha cambiato il volto di Assisi oppure è Assisi che ha influito su di esso? Domande a cui è difficile offrire una risposta esaustiva. Tuttavia posso dirvi che nel peregrinar per le viuzze e nei boschi la risposta quasi quasi viene spontanea.
Se seguite i sentieri di collina e di montagna, ancora fortunatamente rimasti immacolati, noterete come la natura ti entra nelle vene, e sarete particolarmente scioccati ed estasiati (e non sto esagerando) di come proprio l’aria che si respira è totalmente diversa da ogni altro luogo… e allora capisci che forse Francesco si è innamorato profondamente della natura che lo circondava e che ogni giorno lo salutava. Provate ad andare all’Eremo delle Carceri, fatevi un giro nei luoghi più naturali. Attenzione non sto parlando delle Chiese, ma proprio della natura. Date uno sguardo al panorama. E’ un sogno!!!
Assisi è magica! Lo so, per questo ritorno. Ah ma non solo è magica, è anche buona… ha delle trattorie che sono la fine del mondo: e si mangia veramente bene. Ricordo 3 anni fa, ci rimasi per 15 giorni, e sono ingrassato di ben 3 kg, in seguito scoprirete il perché, continua a leggere il post.

Il Calendimaggio

Sono andato a cavallo tra aprile e maggio, in occasione di un evento unico tutto Assisano: Il Calendimaggio. Non sapete cos’è? Proverò a spiegarvelo in poche parole.
Il Calendimaggio non è una classica festicciola di paese. Ma è la festa in cui è tutto il paese a parteciparvi con voglia e con una preparazione incredibile. Gli assisani lo fanno per spirito proprio di appartenenza, per tradizione pluricentenaria. Il rito è pagano, le parti si sfidano, per conquistare il palio. In pratica ci sono due Parti le quali suddividono la città, la Nobilissima Parte de Sopra e la Magnifica Parte de Sotto. I cortei, tenuti rigorosamente in tipici costumi medievali, non sono altro che vere e proprie esibizioni musicali. E’ inutile raccontarvi dell’agonismo che si crea tra le due fazioni… si taglia con un coltello. A decretare la Parte vincitrice è una giuria, composta da esperti di fama internazionale: è presente uno storico, un musicologo e una personalità del mondo dello spettacolo. Quindi capite bene l’importanza della festa!
Sicuramente suggestivo e unico, ci sono andato quattro volte ma se ci volete andare, se queste mie poche righe vi hanno innescato la voglia di sperimentare questa gloriosa festa, la prima cosa che dovete fare è cercare in primis un Hotel ad Assisi o a Santa Maria degli Angeli. Già! non è sempre semplice trovare una buona sistemazione in particolare durante al Calendimaggio.

 

“Assisi alle pendici del Monte Subasio 2” di Dawid Skalec. Con licenza CC BY-SA 4.0 tramite Wikimedia Commons

Assisi naturalmente è un luogo di culto dove, ripeto, la cristianità e la sacralità dei luoghi ha un impatto unico, ma è anche un luogo dove potere praticare sport all’aria aperta.
Non di rado durante le mie vacanze umbre pratico due sport che mi offrono la possibilità di vivere e respirare a pieni polmoni e di godere a fondo della mia esperienza: il running e la bicicletta. Di percorsi ne esistono diversi, molti dei quali accessibili solo a chi fa sport. Basta poco, un paio di calzoncini e via per le vie di Assisi. Attenzione, il comune di Assisi non è solo ciò che vedete sulla collina ma comprende anche Santa Maria degli Angeli ovvero il territorio pianeggiante antistante il promontorio del “capoluogo”. Proprio a Santa Maria degli Angeli è possibile esplorare le dolci vallate, fermarsi e ripartire gettandolo sguardo alle immacolate zone pianeggianti.

Sei uno sportivo: corri o pedala

Se invece siete dei veri e propri sportivi, allora vi consiglio un escursione per il Monte Subasio, esatto è il monte che dà il nome a Radio Subasio. Da qui, oltre che respirare un’aria pulita, la natura è ingombrante ed intatta. Se siete dotati di patentino potete anche andare a funghi.
Se fino ad ora abbiamo parlato di tipiche attività che si possono fare da aprile a metà ottobre, chiaramente per via del clima favorevole (occhio d’estate, Assisi è caldissima, pensate che la vicina Perugia è uno dei capoluoghi di regione a bollino rosso), anche i mesi invernali non sono di meno. Proprio in questi mesi in particolare durante il fine settimana prende piede il mercatino dell’antiquariato proprio sulla piazzetta di fronte la Basilica della Porziuncola a Santa Maria degli Angeli, qui potrete trovare diversi e tanti oggetti e cianfrusaglie dai primi del novecento ad oggi. Appassionati di filatelia e numismatica hanno pane per i loro denti.

Ancora c’è una cosa di cui non vi ho parlato, e che chiaramente merita il giusto spazio: indovinate un po’?

Il Testo non è un libro ad Assisi:

L’enogastronomia. La cucina è tipicamente contadina, quindi è impensabile mangiar male. Ci sono diversi ristorantini e trattorie (come vi accennavo qualche rigo fa) dove poter mangiare e degustare tipiche pietanze umbre a poco prezzo, come ci sono anche i ristoranti di classe.

Ma vediamo un po’ cosa assaggiare ad Assisi, quali sono le tipiche pietanze umbre?
Bene, sicuramente non potete non degustare la torta al testo. Non è altro che uno squisito impasto di acqua, farina, lievito e sale, a cui viene data forma piatta e rotonda. La cottura avviene su di un piano in ghisa che si chiama testo, da qui il nome. La torta al testo si taglia con un coltello in due parti, come un panino e va riempito con quel che vi pare. Gli umbri autoctoni la consumano con “erbette” erbe di campo, formaggio e prosciutto. Ma sono tante le scelte su cui optare. Occhio, che una torta tira l’altra.

“Torta al testo ham cheese” di LepoRello – Opera propria. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons

Chiaramente siamo sempre in Italia, quindi è impensabile mangiar male. Altri prodotti tipici umbri che potete assaggiare ad Assisi è l’oca, il cinghiale, e nientepopodimeno che il tartufo. Personalmente penso che il tartufo non abbia vie di mezzo: o piace o non piace e te ne rendi conto sin da subito ovvero dall’odore. Ma l’Umbria è famosa anche per i prosciutti (norcia) i capocolli, il pecorino e la salsiccia tipica: morbida e speziata da spaccare e mettere sulla griglia, o ancora la porchetta: ma guai a voi a chiederla calda!

Note Negative:

L’unica nota negativa è arrivare. Contrariamente a quanto si possa pensare Assisi, ma l’Umbria in generale è veramente mal servita infra-strutturalmente parlando, e questo è molto strano se consideriamo che è la regione situata in una posizione strategica. In linea d’aria si trova a 2 ore scarse da Roma, 2 ore scarse da Firenze, 2 ore scarse da Rimini e Pescara e chi più ne ha più ne metta, ma arrivare ad Assisi è una vera e propria impresa. Vediamo il tragitto in treno offerto da Trenitalia: se arrivi da Roma le uniche soluzioni sono i treni regionali veloci, che di veloce hanno ben poco se considerate che fermano ad ogni stazione e delle volte fanno scalo anche in alcune zone per dare la precedenza. Risultato: Roma-Assisi 2 ore e mezza (salvo ritardi che sono comunque all’ordine non del giorno ma del treno). I treni diretti sono veramente pochi, poi ci sono le soluzioni con i cambi a Foligno, sempre regionali, ma occhio a non sbagliare fermata altrimenti rischiate di dover scendere alla stazione di Nocera Umbra, e se malauguratamente ci capitate dopo le 20 potete tranquillamente dormire in stazione. Si perché non ci sono più treni e la stazione è in un posto lontano da ogni segno di vita. Ancora, se volete partire da Roma per le 19.00 allora qui c’è da sorridere amaramente, perché il treno prende una direzione particolare, infatti dovete montar sul treno che va a Firenze scendere a Terontola al confine umbro toscano e quindi aspettare la coincidenza per Terni con fermata ad Assisi, per un totale di oltre 3 ore di viaggio.
Partite alle 19.00 circa e arrivate ad Assisi intorno le 10.00 di sera se tutto va bene ovviamente.
Arrivare ad Assisi in Auto, vediamo un po’, ci sono due soluzioni, la strada “vecchia” che prende la direzione della montagna, sconsigliato ai deboli di stomaco. La strada in questione è facilissima da imboccare e prenderla anche perché le direzioni sono identiche anche per la nuova di strada: su entrambe esiste lo svincolo dove c’è scritto Perugia. Non è finita qui: la strada “vecchia” non è certamente la vincitrice del miglior tratto autostradale d’Italia, è infatti classificata tra i peggiori tratti autostradali, per via del fatto che attraversa una zona collinare e montuosa. Quindi aspettatevi in ordine: buche, voragini, deviazioni e imprevisti vari. A buon intenditor, poche parole!!
Certo è, che anche se le vie di comunicazione non sono delle migliori, l’Umbria ed Assisi sicuramente meritano di essere viste e gustate in tutto e per tutto.

Che le varie istituzioni vogliano mantenere le vie di comunicazione disastrate per preservare questo gioiellino? Probabile, ai posteri l’ardua risposta.

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