Venezia: le crociere non fermeranno

Né MSC Crociere né Costa Crociere hanno intenzione di salpare con le loro navi giganti per Venezia mentre riprenderanno le operazioni quest’estate dopo una chiusura di sei mesi.

Le compagnie stanno invece programmando partenze dal porto di Trieste, a circa due ore a nord-est di Venezia, e da Genova, sulla costa nord-occidentale.

Il governo italiano ha dato il via libera al riavvio delle crociere dal 15 agosto, anche se gli operatori devono attenersi alle rotte europee in linea con il divieto di turismo dall’esterno dell’UE.

E mentre Venezia è tipicamente un punto culminante delle crociere italiane, che riceve più di un milione di passeggeri all’anno, con la ripresa della navigazione non sembra essere il punto di partenza, la destinazione o anche uno scalo per le navi gestite dalle due più grandi compagnie di crociera italiane.

La notizia è stata salutata come una vittoria dagli attivisti anti-crociere a Venezia, ma non è ancora chiaro perché gli operatori si stiano allontanando o per quanto tempo staranno lontani. Molti turisti hanno scelto anche soluzioni alternative come il noleggio barca a vela a Ponza o in Grecia o altrove.

La compagnia non ha risposto direttamente alle domande di The Local sul ritorno a Venezia, ma in una dichiarazione inviata per e-mail ha affermato che avrebbe annunciato ulteriori dettagli sui suoi itinerari nei prossimi giorni. Tutte le altre rotte sono sospese fino al 30 settembre 2020, ha detto.

MSC non aveva risposto a una richiesta di commento al momento della scrittura. All’inizio di questo mese la compagnia ha dichiarato che ai passeggeri in partenza da Trieste sarebbe stata offerta la possibilità di visitare Venezia in treno.

Gli attivisti anti-crocieristi avevano minacciato di impedire il ritorno delle navi di linea a Venezia con ogni mezzo possibile, compreso il blocco del porto con barche o addirittura atti di sabotaggio.

“Lo abbiamo detto, lo abbiamo promesso e così sarà: nessuna nave entrerà in laguna per tutta la stagione”, ha dichiarato lunedì il Comitato di campagna del Comitato NoGrandiNavi. “Nessuna compagnia ha la forza di sfidare il nostro blocco contro il ritorno di queste navi che sono inutili, dannose e insostenibili sotto ogni aspetto!”

Il gruppo stava organizzando un raduno al porto venerdì per celebrare quella che ha definito “l’espulsione delle grandi navi da Venezia”, ​​che ha detto di voler vedere allontanarsi definitivamente dalla laguna.

I residenti si lamentano da tempo del fatto che le navi da crociera giganti causano danni ambientali e inondano Venezia di escursionisti, che sono meno preziosi per l’economia locale rispetto ai visitatori che pagano per pernottare.

Prima della pandemia, il consiglio comunale prevedeva di iniziare a far pagare agli escursionisti una quota di iscrizione nell’estate 2020, che sarebbe variata da € 3 a € 10 nelle ore di punta.

Ma i lavoratori portuali hanno protestato questa settimana chiedendo il ritorno delle navi di linea. Hanno incolpato la decisione degli operatori di saltare Venezia sia sugli attivisti anti-crociera ma anche sul governo locale, che secondo loro non era riuscito a fornire alle aziende chiare opzioni per tornare.

In un comunicato, i lavoratori hanno affermato di sostenere le chiamate per deviare le crociere da Piazza San Marco nel centro storico, ma che vietare complessivamente le crociere da Venezia metterebbe a rischio 4.000 posti di lavoro.

In risposta, il Comitato NoGrandiNavi ha chiesto “un nuovo modello di sviluppo per la città e per i posti di lavoro” per sostituire il turismo di massa tutelando residenti e lavoratori.

 

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Trekking d’autunno all’Isola d’Elba

L’isola d’Elba è da sempre considerata una meta per gli appassionati di trekking di tutto il mondo. Raggiungibile anche in traghetto prenotando dal sito https://traghettiperisolaelba.com/ questa Isola testimonia tutta la storia che vi è passata e ha lasciato le sue orme tra le fitte trame di terra e mare di una bellezza assoluta che nessuna stagione, più dell’autunno, sa esaltare. Da settembre in poi è il momento giusto per visitare questa straordinaria isola. Scopriamo i principali sentieri che permettono di conoscere tutte le diverse anime di questa terra.

Il cammino della Rada

Il cammino della Rada è una tratta di collegamento tra la Torre del Martello di Cosmopoli e la Fortezza del Volterraio, simbolo di tutto l’arcipelago Toscano. Quindi, non solo natura, ma tanta storia. Questa è la vera caratteristica dei sentieri che si diramano un po’ in tutta l’isola. Il percorso non è impegnativo e offre molti punti di sosta. Il sentiero collega numerosi luoghi d’interesse storico e culturale di diverso tipo e epoche. Sarà possibile quindi passare di fianco a resti archeologici di ville marittime romane, una zona termale, un giardino botanico e la Torre del Sale, testimonianza delle Antiche Saline e altri siti e paesaggi. Si arriva alla città rinascimentale di Volterraio che rappresenta la fine del sentiero.

Le vie del granito

Le vie del granito invece incominciano ad essere già trekking puro e duro. Si tratta di un percorso che disegna un anello sulla parte sud del Monte Capanne. Anche qua non solo natura; si avrà l’occasione di incontrare lungo la via numerosi siti archeologici che, senza ombra di dubbio, meritano do essere visitati.

Si parte da una frazione di Campo dell’Elba, con altitudine da collina e si prosegue sino alla spiana panoramica di Pietra Murata dove è possibile godere della vista di Montecristo e della più lontana Corsica.

Punta Enfola

Il cammino di Punta Enfola è senza ombra di dubbio il più suggestivo. Le testimonianze storiche qua sono ben più recenti e riguardano la seconda guerra mondiale. Un percosso di soli 5 km affascinante tra strade di roccia viva, densissima macchia, muretti in pietra e ruderi bellici. Suggestiva anche la prospettiva della quale in un certo punto del sentiero è possibile vedere Lo scoglio dello Schiampino. Uno scenario senza eguali per come natura e storia recente si mescolano in maniera così viva.

Biodola e Procchio

Si parte da una spiaggia per arrivare ad un’altra spiaggia. Quindi la passeggiata si alterna tra pianura costiera, passaggio in galleria aperta che offre alla vista una straordinaria varietà di paesaggi. Un percorso tranquillo e accessibile a tutti e di fatto è il naturale proseguimento dell’altro sentiero che collega Viticcio a Portoferraio arrivando proprio nella sua spiaggia più caratteristica denominata Spiaggia del Foro. Qua la passione per il Trekking e quella della fotografia trovano la loro massima esperienza.

Castello di Giove alle Panche

Il sentiero inizia a Rio nell’Elba, proprio nella sua piazza centrale, per arrivare su al Castello di Giove alle Panche. L’Eremo di Santa Caterina e i Lavatoi Vecchi, sono i due punti di passaggio più suggestivi di tutto il percorso. Il cammino prosegue nella densa macchia mediterranea che caratterizza il verde di tutta l’isola ed è possibile visitare il Castello del Volterraio. Si tratta di una uscita fuori dal sentiero principale che prosegue altrimenti a nord sino al Monte Castello, nella valle del Monserrato dove è possibile visitare il santuario che prende lo stesso nome e che omaggia la Madonna Spagnola. Il sentiero prosegue, ma non è per tutti, la strada si fa piuttosto dura. Arrivati in cima al monte, la vista è semplicemente spettacolare.

Capo di Stella

Forse è il meno conosciuto e poco battuto sentiero di tutta l’isola. Collega Capoliveri e Lacona con un sentiero ad anello sulla penisola del Golfo di Capo di Stella. Si cammina sul promontorio più interessante di tutta l’Elba.

Vecchia ferrovia

Il sentiero della Ferrovia Vecchia è la testimonianza di un passato di industria mineraria dell’isola. Si parte da Capoliveri e si arriva al Vallone per poi scendere in direzione di Calamita. Un percorso segnato dalla strada ferrata e dalla sua inconfondibile storia.

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Mario Schifano. In diretta alla Sangallo Art Station

Fino al 30 giugno oltre a una trentina di opere storiche raccontano Mario Schifano e la sua pittura nella retrospettiva della galleria Sangallo Art Station di Firenze. Artista fra i più geniali, originali, trasgressivi e individualisti del secondo dopoguerra, Schifano è presentato accanto ad alcuni lavori di Tano Festa e Franco Angeli, amici, complici e compagni di una strada di rivisitazione e ripensamento della pittura che trova nella Roma degli anni sessanta e settanta uno dei suoi centri più imprevisti ma anche dei più interessanti.

La mostra, a cura di Martina Corgonati, comprende quadri degli anni ’60 e ’70, fra cui alcuni Inventari, i Futurismi rivisitati, le insegne della Esso, ma anche alcune grandi Coca-Cole, Oasi e Paesaggi anemici ma non troppo, che completano l’itinerario nella ricerca artistica di Schifano in quel periodo di crisi personale (in quella fase sono numerosi gli arresti per uso di stupefacenti e possesso di oppiacei) ma anche di importante e solitaria riflessione sulla nuova cultura dell’immagine nata dalla televisione e destinata a stravolgere definitivamente la sensibilità complessiva di un’epoca.E ancora le tele incorniciate in una teca di plexiglas, surrogato di un vero televisore. Uno dei pezzi più importanti è un monocromo nero-giallo degli anni ’60.

Mario Schifano era nato a Homs, in Libia il 20 settembre del 1934 ed è morto per una crisi cardiaca a Roma il 26 gennaio del 1998. E’ considerato uno dei più importanti, trasgressivi ed originali artisti italiani, nume tutelare della Pop italiana e uno dei pochissimi interpreti del moderno capace di trasformare la pittura in interprete d’eccezione della civiltà dell’immagine mediatica e tecnologica e non il contrario.

In mostra nella Project Room della Galleria Sangallo Art Station anche la prima mostra personale di un giovane fotografo fiorentino, Marco Russo. La mostra, dal titolo ‘Impre-visti’, comprende 28 fotografie inedite realizzate nell’ultimo anno.

Orario: 09:30-13:30/15-19.

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Lungo il Nilo, mostra a Pisa

Più di 200 reperti egiziani, disegni e manoscritti, provenienti dalle collezioni della Biblioteca Universitaria di Pisa, dal Museo Egizio di Firenze, dalle Collezioni Egittologiche dell’Ateneo pisano, dal Museo dell’Opera Primaziale Pisana e dal Museo Botanico di Pisa, ripercorrono la vicenda dell’archeologo pisano e della campagna di ricerca svolta con Jean-François Champollion, tra Alessandria e Abu Simbel.

Per tre mesi il fascino dell’antico Egitto vivrà nelle sale di Palazzo Blu, sul lungarno di Pisa.Dal 28 aprile al 25 luglio 2010, si terrà la mostra LUNGO IL NILO che racconterà la vicenda dell’archeologo pisano Ippolito Rosellini (1800-1843).

L’esposizione, curata da Marilina Betrò, professore di Egittologia all’Università di Pisa, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa, col patrocinio del Comune di Pisa e dell’Università di Pisa, prodotta da Giunti arte mostre musei, in collaborazione con Coop, SAT – Pisa International Airport, presenterà più di 200 pezzi tra reperti egizi, disegni e manoscritti – conservati nelle collezioni della Biblioteca Universitaria di Pisa, dal Museo Egizio di Firenze, dalle Collezioni Egittologiche dell’Ateneo pisano, dal Museo dell’Opera Primaziale Pisana e dal Museo Botanico di Pisa – scelti tra quanto di più bello e significativo Rosellini riportò in Italia, a seguito della Spedizione Franco-Toscana del 1828-1829. L’impresa fu voluta dal Granduca di Toscana, Leopoldo II, e poi dal re di Francia Carlo X, e vide il giovane egittologo italiano affiancare Jean-François Champollion, cui va il merito di aver decifrato nel 1822 la Stele di Rosetta, che aveva aperto la strada agli studi sull’antico Egitto.

Detentori unici di quella chiave preziosa, lo studioso francese e il giovanissimo professore di Lingue Orientali all’Università di Pisa, Ippolito Rosellini, nel 1828 partono alla volta dell’Egitto, accompagnati da sei francesi e sei toscani. Tra avventure e difficoltà d’ogni tipo, viaggeranno per sedici mesi, riportando un tesoro di annotazioni, scoperte, meravigliosi disegni acquerellati copiati dalle scene rappresentate sulle pareti di tombe e templi, casse di statue, bassorilievi, sarcofagi e oggetti rinvenuti nel corso degli scavi intrapresi in quella terra o acquistati. È il viaggio che è alle origini di tutto quanto oggi sappiamo su quella civiltà.

Orario: da martedì a domenica, dalle 10.00 alle 20.00; (la biglietteria chiude un’ora prima); lunedì chiuso.

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Maggio Musicale Fiorentino 2010

E’ stato inaugurato lo scorso 20 aprile il Maggio Musicale Fiorentino, edizione 2010. Torna nel capoluogo toscano la’appuntamneto con la grande musica, per due mesi (l’evento chiuderà i battenti il prossimo 22 giugno) di spettacoli tutti davvero imperdibili.

Suggestioni d’Oriente per il 73° Maggio Musicale Fiorentino, multietnico, dedicato all’esotico in musica da Mozart alla contemporaneità e intitolato “Verso Oriente”.

Il cartellone del Maggio Fiorentino torna ad una programmazione intensa con tre titoli d’opera, tanta danza e concerti, che presenta numerose novità e debutti, a partire dalla nazionalità, e dall’età, di tanti artisti.

Davvero difficile scegliere tra i tanti concerti che invaderanno la Culla del Rinascimento nella primavera 2010. Non resta che sfogliare il ricco programma di questo evento che non conosce flessioni, e che anzi, ogni anno raccoglie ulteriori consensi.

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