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    Anche gli autori di blog ogni tanto vanno in vacanza. E così mi sono potuto concedere qualche giorno di svago “fuori porta”, decisamente fuori mano, dato che sono stato a New York. Ma per unire l’utile al dilettevole mi è sembrata una bella idea quella di condividere con i lettori (scrivete, scrivete, scrivete!) l’esperienza incredibile che è stata la mia settimana nella Grande Mela. Consigli, curiosità, itinerari,  qualche dritta che non guasta mai e riflessioni sociologiche sulla città che non dorme mai e il suo  straordinario meltin’ pot etno culturale. 20.1

    A molti non attira, per altri è la meta dei sogni, fatto sta che chiunque ci sia stato non è rimasto indifferente al fascino unico che emana New York. Con due miei amici ci sono stato per una settimana  a metà marzo e considerando la cattiva fama che ha la città riguardo il rigido clima invernale, siamo stati abbastanza fortunati col meteo: molto variabile, questo sì. Basti pensare che una settimana prima di questo photobook c’è stata una tormenta di neve epocale!

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    La prima impressione arrivati in centro  è quello di una città “viva”, dal cuore palpitante. Può sembrare banale, ma per la buona riuscita del soggiorno newyorchese è davvero fondamentale l’alloggio, non tanto per la qualità (occorre sborsare parecchio per  una struttura ricettiva piuttosto valida quanto a pulizia e servizi) quanto per la zona in cui si trova. L’albergo dove ho alloggiato con i miei amici si chiama “Stanford Hotel”, nel cuore di Manhattan, tra l’Empire State Building e il Madison Square Garden. Posizione eccellente per muoversi a piedi (e comodissimo pure perchè nel modico prezzo era inclusa anche la prima colazione… ciambelle ad alto tasso glicemico a profusione!)

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    L’ideale è partire dall’Italia la mattina presto così da non perdere il primo giorno.  Con 10 ore di volo si arriva nella Grande Mela praticamente intorno all’ora di pranzo. Voi direte: e la stanchezza? e le 6 ore di fuso orario? Vi posso garantire che l’adrenalina in corpo appena arrivati vi darà modo (come è successo a noi) di poggiare le valigie in camera e uscire subito alla scoperta di Manhattan!

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    Attenti a non inciampare nei larghi marciapiedi. Facile, considerando che nelle prime 48 ore sarete sempre con la testa rivolta verso l’alto, con la sensazione di sentirvi veramente piccoli piccoli. Un gran bell’effetto lo fa il Chrysler Building, uno dei grattacieli più imponenti, elegantissimo nella sua originale forma a punta che di notte s’illumina ad arte.

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    Nei pressi del Chrysler si trova la Grand Central Station, l’antica stazione ferroviaria (la più grande al mondo per numero di binari) vista in innumerevoli film (due su tutti “La leggenda dal re pescatore” e “Carlito’s Way”) e che spicca per lo stile rinascimentale che però non stona con la modernità delle costruzioni vicine. Impressionante l’ampio atrio interno dove si trova un orologio a quattro facciate.

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    Sul far della sera impossibile non fare tappa al centro nevralgico di New York, ovvero Times Square, crocevia  delle principali arterie della città, celebre per un’illuminazione che forse non ha eguali al mondo, tra gli effetti luce degli immensi cartelloni pubblicitari animati e digitali, per un trionfo di colori che lascia a dir poco storditi. Un kitsch inarrivabile per un caleidoscopico luna park eternamente illuminato a giorno che non lascia di sicuro indifferenti.

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    La prima lunghissima giornata si chiude in bellezza con la partita di basket al Madison Square Garden (autentico tempio dello sport e degli eventi più importanti) della squadra locale, i New York Knicks, che in un match mozzafiato hanno affrontato e sconfitto gli “ospiti” Atlanta Hawks.

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    L’orgoglio tricolore trova sfogo nella fantastica prestazione del cestista di punta dei NY Knicks, l’italiano Danilo Gallinari. Al di là comunque di un match emozionante, lo spettacolo coinvolge anche i non appassionati di NBA, perchè tra jingle musicali roboanti, luci, le immancabili cheerleaders e intermezzi d’intrattenimento di ogni tipo si esce dal Madison contenti come bambini.

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    Finisce tra gli applausi del pubblico la prima giornata nella Grande Mela. Siamo distrutti alla fine.. ed è solo l’inizio!

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